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Lotta greco-romana, Luca Svaicari "Il risultato oscillava tra l'obiettivo ed il sogno"



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Eccolo Luca, giovane promessa della lotta greco-romana italiana, dalla storica palestra ASD Borgo Prati 1899 sul tetto d'Europa. Un anno difficile, un brutto infortunio e la consapevolezza che appartiene ai Campioni. 

1. Te l'aspettavi?

Diciamo che questo risultato oscillava tra l'obiettivo e il sogno, da una parte c'era la speranza di raggiungere qualcosa che fino a pochi mesi prima era un'utopia, dall'altra invece, con il passare degli allenamenti sembrava essere molto nelle mie capacità. Avevo due obiettivi prima della gara: uno principalmente prestazionale, quindi "fare bene", una gran gara; e l'altro di risultato, vincere incontri, macinare terreno e andare avanti. Ci sono stati alti e bassi dopo la sconfitta agli ottavi con l'austriaco indubbiamente ho visto sfumare la possibilità di una medaglia, il giorno dopo con la vittoria nei ripescaggi mi sono sentito molto fiducioso e non vedevo l'ora di tornare sulla materassina per prendermi quel che mi spettava.

2. Hai combattuto nella categoria 97 kg. Sei sempre stato così muscoloso?

Mi ricordo ancora la rima gara che ho fatto, la bilancia segnava 69. Da lì fino ai 85 kg il passo fu breve. Con la squadra decidemmo di continuare a salire e anticipare un processo che più avanti sarebbe stato inevitabile: il cambio di categoria. Fu un aumento difficile ci furono molte fasi di stanno in cui per mesi rimanevo allo stesso peso, non fu un aumento costante. Nonostante io abbia preso 30 kg negli ultimi 3/4 anni ho sempre mantenuto una bassa percentuale di massa grassa.

3. Ci racconti qualche caratteristica della tua disciplina?

Combattimento corpo a corpo, tanto bella quanto difficile. La lotta greco-romana si differenzia dalla lotta libera per un aspetto principale, in quest'ultima si possono prendere le gambe dell'avversario per ottenere punti tecnici o anche fare sgambetti; nella lotta greco-romana questo non è possibile e verrebbe sanzionato come fallo e scorrettezza, si può lavorare solo dal bacino in su. Al di là dell'aspetto tecnico, questa disciplina richiede molto sacrificio mentale. Un atleta può essere forte, resistente, esplosivo ma senza una forte componente mentale resta un buon atleta. Ci vuole tanta resilienza e solidità mentale.

4. In questo europeo hai subito una sconfitta negli ottavi e sei andato ai ripescaggi. Ci racconti quali sono le emozioni in quei momenti e cosa ti sei detto per poterti concentrare al meglio sull'incontro successivo?

Dopo la sconfitta negli ottavi provai innumerevoli emozioni: delusione, rammarico, senso di incapacità, tutte iniziate con una forte rabbia con me stesso e finite in un pianto sulle scalinate del palazzetto. Ero stanco fisicamente mentalmente, le ore successive ho aspettavo che il mio avversario arrivasse in finale dandomi la possibilità di essere ripescato. Il giorno dopo l'ho vissuto diversamente, un approccio basato sulla spensieratezza e serenità, non pensare a nulla….difficile, ma ha funzionato. Sono stato il secondo incontro della mattinata, avevo il ripescaggio con un ungherese molto competente; ci saremo incontrati tantissime volte ed ho sempre perso. Non avevo pressioni, aspettative, sono salito sulla materassina sereno e con la profonda convinzione che quel giorno sarebbe entrato nella storia. La finale è un discorso a parte, ho cercato sempre di mantenere una calma olimpica, ma la mente seppur poco vagava verso quella medaglia, 6 minuti e sarei diventato terzo in Europa. L'adrenalina scorreva sentivo tutto, ero cosciente, c'ero.

5. Per lavorare sulla tecnica e sulle necessarie caratteristiche atletiche della tua disciplina ti sottoponi a dei duri allenamenti. Quale è la tua settimana tipo?

In questo sport la parte atletica è importante tanto quanto quella tecnica, rientrando nei 97 kg quindi una categoria molto pesante, i miei livelli di forza dovranno essere molto alti.

Ora che ho raggiunto la categoria posso dare più spazio agli allenamenti tecnici. La routine settimanale cambierà a seconda del periodo in cui ci troveremo, in genere concludo la settimana con 10/11 allenamenti alle spalle, 5 allenamenti di lotta e 5/6 di preparazione fisica che può essere.

6. Ti alleni nella palestra Asd Borgo Prati 1899 a Roma, una delle più titolate negli sport da combattimento. Ci puoi descrivere il contesto?

Io personalmente amo questa palestra. Una palestra spartana, niente di superfluo, solo il necessario. Nutro un profondo senso di attaccamento per il luogo in cui, agonisticamente parlando, sono nato e in cui sto crescendo. Contesto ideale: zero distrazioni, poche parole e tanto tanto lavoro. Un ambiente umile in cui sono i fatti a parlare.


7. Sai Luca che noi ci occupiamo di psicologia applicata alla performance. Cosa ne pensi? Ti è mai stata utile?

Come detto in precedenza la componente mentale in sport come questi è tanto importante, ai fini della performance sportiva, tanto quanto quella tecnica e fisica, se non di più. Partendo da un allenamento fino ad arrivare alla gara curiamo sempre l'aspetto mentale, in particolare stiamo lavorando e migliorando sull'essere resiliente ed avere una solidità mentale che mi consenta di sottostare al ritmo incalzante dell'avversario: "reggere botta" e continuare a fare il mio lavoro tecnico anche in momenti in cui sono sotto con il punteggio.

8. Quali sono ora i tuoi prossimi progetti?

Dopo una settimana di meritato riposo in cui abbiamo staccato completamente, siamo già tornati a lavoro per il mondiale junior in Slovacchia, metà settembre, ci sono indubbiamente spunti positivi mentali e tecnici da cui ripartire ed altrettanti errori da correggere. Siamo più sereni e fiduciosi e possiamo ancora fare bene. Nessuna aspettativa ma solo tanta voglia di emergere.

9.Hai una dedica per questa importante vittoria?

Dedico questa medaglia interamente alla Borgo Prati 1899, a tutti quelli che si sono sacrificati con me e che continueranno a farlo.



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