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Daniele Cianfriglia "La gestione delle emozioni è un fattore determinante"

Aggiornato il: 27 ago 2018

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Negli ultimi giorni abbiamo seguito la nostra Nazionale Giovanile di Pallanuoto impegnata nel Mondiale che si è disputato in Ungheria. Oggi abbiamo avuto il piacere di fare alcune domande a Daniele Cianfriglia Collaboratore Tecnico della Nazionale Italiana di Pallanuoto Giovanile, Allenatore della SS Lazio Nuoto Cat. U17 Nazionale e Direttore Tecnico del Daily Training Sporting Club, il quale ci ha dedicato parte del suo prezioso tempo, visto che sta seguendo la Nazionale agli Europei Giovanili U19 di Pallanuoto a Minsk (BLR) organizzati dalla LEN per i nati 1999 e seguenti, in programma dal 26 Agosto al 2 Settembre.


1. Daniele ci racconti qualcosa di questo sport? Cominciamo con il dire che è uno Sport Olimpico di Squadra veramente affascinante, ricordo ancora la prima partita che ho visto da spettatore, ne rimasi estasiato! Il gioco si svolge in una piscina di dimensioni pari a 33x25 mt con una profondità minima di 180 cm. L’obiettivo, chiaramente, è quello di segnare almeno una rete in più dell’avversario, per vincere. Le squadre sono composte da sette giocatori in acqua, un portiere e sei giocatori di movimento, con una panchina di altri sei giocatori che possono effettuare dei cambi volanti. Il periodo di gioco è di quattro tempi da otto minuti effettivi e le squadre hanno un possesso palla di 30 secondi per poter cercare di segnare una rete. Su questa base si sviluppano situazioni di gioco ad altissima intensità (contropiedi, entrate, blocchi, tagli e scivolamenti) alternate ad altre più statiche ma allo stesso tempo esaltanti per via del contatto fisico (lotta) tra gli avversari che caratterizza fortemente questo sport. Invito chi non ha mai visto una partita dal vivo a farlo, ne rimarrete affascinati, come avvenne a me la prima volta.

2. Da quanto tempo sei allenatore di pallanuoto? Ho iniziato ad allenare a 22 anni, quando ero studente di Scienze Motorie, in una piscina di quartiere in zona Balduina, diretta da Bubi Dennerlein, che oltre ad essere stato un grande campione di nuoto (conquistando 10 titoli assoluti, stabilendo 4 record nazionali, partecipò alla Olimpiadi di Helsinki del 1952 e vinse 2 scudetti di pallanuoto, nel 1957 e nel 1958), è stato anche uno dei più grandi allenatori che abbia annoverato il nuoto azzurro. Bubi mi diede fiducia e mi avviò a questa fantastica professione. Da allora non ho mai smesso, e sarà difficile farlo, allenando in successione il Mallia S.C., la Tiber Nuoto, la Roma Vis Nova PN e poi la SS Lazio Nuoto, la mia casa da ormai otto anni.

3. Come è stata emotivamente per te questa esperienza internazionale? È stata fantastica! Partecipare ad un Mondiale Giovanile è qualcosa di veramente molto emozionante. Il mio ruolo, all’interno dello Staff Tecnico è di Video Analista, il che significa vedere e registrare in diretta le partite dei nostri ragazzi e soprattutto degli avversari, per studiarne i movimenti, le caratteristiche fondamentali e tutte quelle situazioni sport specifiche che ci possano mettere in condizioni di organizzare le giuste strategie di gioco. Un ruolo che ogni Tecnico dovrebbe provare a fare, studiare l’alto livello è un esercizio fondamentale per evolvere nella richiesta del Gioco. Il materiale raccolto, poi, è analizzato insieme al Tecnico, Carlo Silipo, (un simbolo della Pallanuoto Italiana – Campione Olimpico a Barcellona 92, tra gli innumerevoli trofei nazionali ed internazionali vinti) al fine di presentare alla Squadra, in sede di riunione, delle clip video selezionate su quello che sarà il compito da svolgere durante l’incontro nelle varie fasi di gioco.

4. Come hanno vissuto i ragazzi della squadra questa esperienza? In maniera molto positiva, anzi direi pro-attiva. Non è semplice partecipare ad eventi Internazionali come il recente Mondiale Giovanile di Pallanuoto organizzato dalla FINA disputatosi a Szombathely (HUN) dall’11 al 19 Agosto 2018, il carico emotivo è stato sicuramente alto e la gestione delle emozioni, spesso diventa la componente più difficile da controllare. Hanno saputo però condurre al meglio tutto questo grazie anche alla capacità di saper gestire il compito, rimanendo focalizzati sulla richiesta Tecnica. La squadra si è classificata Quinta al Mondo, dopo una finale vinta al cardiopalma contro la Croazia terminata ai rigori (CRO-ITA 13-15), ma credo che tutti quanti abbiano voglia di rigiocare il quarto di finale perso contro la Serbia, unico passo falso della manifestazione. Tuttavia sono convinto che anche di una sconfitta si possa gioire, soprattutto se si considera la soddisfazione in termini di percorso e non di destinazione.

5. Puoi descrivere quali sono le caratteristiche di questi giovani atleti? Stiamo parlando di ragazzi nati 2000, 2001 e 2002, tutti Atleti che per lo più hanno già esperienze di serie A1 o A2 nel nostro Campionato Assoluto. Ragazzi che si allenano tutti i giorni, nelle rispettive società di appartenenza, 7 giorni su 7 (se consideriamo anche le partite) e teniamo conto che, molti di loro, giocano più campionati, quindi un impegno psico-fisico non indifferente… li definirei, Resilienti.

6. Secondo te quanto sono importanti le componenti psicologiche per una buona prestazione sportiva? Credo siano fondamentali, soprattutto nella gestione dell’errore che è fisiologico, di fatto siamo più portati a commettere un errore che un successo. Come dicevo precedentemente la gestione delle emozioni diventa un fattore determinante nella prestazione, ma anche la consapevolezza del proprio essere, il senso di autoefficacia e la capacità di trovare il giusto Flow, il giusto grado di attivazione, tutti prerequisiti che l’atleta deve imparare a saper gestire per aumentare le proprie competenze tecniche. Immaginatevi poi tutto questo in un contesto di squadra e in uno sport di situazione come lo è la Pallanuoto, le componenti psicologiche sono sicuramente determinanti della prestazione e fondamentali per lo sviluppo della Personalità dell’Atleta, come del Tecnico.

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