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I tratti della personalità nella performance

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Nella definizione tradizionale dei tratti, le nozioni di “stabilità”, in riferimento alla continuità nel tempo del comportamento e di “coerenza”, ovvero le caratteristiche specifiche di un comportamento comune osservabili attraverso le diverse situazioni, costituiscono delle caratteristiche centrali. (Allport, 1927). Questa concezione di tratto è in contrasto con la visione situazionale del tratto, per la quale stabilità e coerenza del comportamento attraverso le situazioni possono essere messe alla prova in base alla diversa situazione.

Allo stato attuale vi è consenso sul fatto che conoscere i tratti è più utile per predire il comportamento su un lasso di tempo più lungo, mentre osservare le diverse situazioni può far conoscere il comportamento vario nel breve periodo (variabilità intrapersonale). Considerando quanto affermato finora, Fleeson e Jayawickreme, nel 2015, hanno elaborato la “Whole Trait Theory” perché sia la coerenza che la variabilità intrapersonale attraverso le situazioni possono essere considerate risorse ricche di significato per l’informazione sul tratto. L’idea globale è che mentre i tratti forniscono una sintesi delle tendenze comportamentali generali di una persona, la variabilità intrapersonale ci permette di conoscere la varietà nell’espressione del tratto che la persona mette in gioco attraverso le molteplici situazioni (Huang, Ford, & Ryan, 2016).

Negli ultimi 10 anni la ricerca scientifica ha dunque riconosciuto che i tratti si riferiscono non solo alle differenze tra le persone, ma anche alla variabilità interna della persona attraverso le differenti situazioni dell’esistenza. Questo studio, condotto da Lievens e colleghi nell’anno corrente, si focalizza sul potere predittivo e di valutazione della variabilità intraindividuale delle persone in situazioni di performance. I risultati rivelano che la variabilità intraindividuale:

a. È collegata alla propria flessibilità funzionale

b. Prevede la performance sui punteggi medi

c. predice la variabilità dello stato della personalità in un periodo di 10 giorni. Questi risultati aprono delle importanti opportunità per la corretta valutazione dello stato dell’atleta, prendendo in considerazione le caratteristiche specifiche dei suoi tratti in integrazione ai molteplici modi in cui i suoi tratti si esprimono nelle diverse situazioni.

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