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Daniele Ricci, Psicologo Special Olympics, “Dis- Abilità, oltre il prefisso”

Aggiornato il: 13 set 2018

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CI DELINEI LA TUA ATTIVITA’ PROFESSIONALE? DI COSA TI OCCUPI NELLO SPECIFICO? Ciao un piacere parlare con Voi, da circa 5 anni sono referente dell'Area Volontari di Special Olympics Italia, ciò significa gestire il database nazionale dei contatti, comunicare costantemente con la rete di referenti regionali e provinciali diffusi sul territorio nazionale e decidere insieme strategie e programmi da attuare in vista di eventi sportivi o di comunicazione. Ad oggi l'Area Volontari vanta circa 10.000 tra uomini e donne, giovani ed adulti, che hanno deciso di dedicare parte del loro tempo e delle loro energie, per sostenere la mission di Special Olympics Italia: circa il 70% sono studenti e giovani determinati e proattivi. La parte che preferisco del mio lavoro è quando incontro, in aule gremite delle scuole o in piccole sale raccolte, gli studenti degli Istituti Superiori o Uiversitari o le persone aderenti a libere Associazioni interessate a sapere qualcosa in più di Special Olympics e della nostra Area Volontari: momenti, ore di scambio continuo e di crescita dal punto di vista relazionale, una vera palestra emotiva e di coinvolgimento che mi stimola a dare il meglio ed a cogliere il meglio, per trasmettere nel modo giusto le sfide che gli Atleti Special Olympics affrontano nello sport come nel quotidiano.

COME E’ NATA LA PASSIONE PER IL TUO LAVORO?

Sinceramente non riesco a dare una data, ma posso identificare certamente un momento preciso. I miei studi in Psicologia e Psicologia dello Sport, hanno affinato un' attitudine che già mi portavo dentro, un'attenzione all'altro che poi ha trovato sintesi in questa mia professione attuale, fatta di scoperte continue dell'animo umano e di quanto è potente la volontà. Come non rimanere affascinati da questi elementi e riscontrare come siano presenti, indistintamente, in ognuno di noi. Certo, dobbiamo lottare con le nostre resistenze e sovrastrutture per farli emergere, ma quando ciò accade è un tripudio di emozioni! Gli Atleti Special Olympics, le loro storie di coraggio e passione, aiutano a superare questi limiti che ci costruiamo, andando oltre. Nel settore della Psicologia, ho potuto maturare diverse esperienze professionali, unendo ambito sociale e sportivo, ho portato avanti progetti sperimentali a Roma presso Asl e Cooperative Sociali, ma è soprattutto in Inghilterra che ho capito con maggiore convinzione che era possibile fare sport e non solo terapia. Per un periodo ho affiancato un tecnico di tennis con un gruppo sportivo di adolescenti autistici: erano felici di vivere il tenniscourt e di allenarsi. Ho scoperto un'altra versione dello sport con persone con disabilità, passando da una visione di “cura e terapia” ad una visione di “sport amatoriale e/o competitivo”, fatto di allenamento ed impegno. Tornato in Italia ho avuto la fortuna di conoscere il programma Special Olympics Italia e di tradurre le mie esperienze ed attitudini, in questa cornice di riferimento: una grande fortuna!

CHE SIGNIFICATO HA PER TE LA PAROLA DISABILITA’?

Special Olympics prima di essere un programma sportivo mondiale è un movimento dell'animo, è un messaggio culturale universale, una rivoluzione pacifica a favore dell'inclusione: guardare nell'altro esclusivamente per le sue abilità! Ecco quindi che la fortuna, di cui sopra, è stata poter definitivamente mettere da parte quel prefisso “dis” e guardare prevalentemente alle capacità della persona. Ciò significa far prevalere una visione ottimistica e non pietistica. Ognuno ha la forza dentro per fare imprese, cose grandiose. Noi dobbiamo essere suoi sostenitori e stimolare questa parte ad esprimersi ...

QUALE VALORE AGGOIUNTO OFFRE LO SPORT PER QUESTI ATLETI?

Lo Sport è un linguaggio elettivo, uno sfondo democratico in cui tutti, a secondo del proprio livello di abilità, possono competere per raggiungere il podio ed ottenere la medaglia ambita; lo sport più di altri ambiti rappresenta uno strumento eccezionale per praticare e vivere valori alti quali il rispetto dell'altro e delle sue abilità, il rispetto delle regole, il fairplay, l'eliminazione di ogni forma di emarginazione e di bullismo perché educa che non può esistere confronto in campo, senza la presenza dell'altro (avversario) .. nel rugby si dice che non si gioca mai contro, ma “con”; ecco questa espressione così semplice rende bene l'idea. Special Olympics riconosce ad ogni atleta la sua medaglia come riconoscimento del lavoro e dell'impegno profuso durante l'anno. Ogni atleta compie la vera sfida con se stesso in una cornice di gara di gruppo... SPECIAL OLYMPICS COSA E', DI COSA SI OCCUPA?

Special Olympics è un programma sportivo internazionale, presente ad oggi in 174 paesi nel Mondo, che si rivolge a persone con disabilità intellettive., riconosciuta dal CIO, oggi vanta oltre 5.100.000 atleti che settimanalmente si impegnano in allenamenti e tornei di discipline olimpiche. In Italia Special Olympics è attivo dal 1983, è Associazione Benemerita del CONI ed oggi conta circa 16.000 atleti, suddivisi in team sportivi. La fondatrice di Special Olympics è stata Eunice Kennedy Shriver nel 1968, sorella dei due famosi Presidenti della storia americana. Quest'anno Special Olympics celebra i suoi primi 50 anni di storia! Da diversi anni Special Olympics sta sviluppando gli Unified Sports, ossia discipline sportive unificate dove sono chiamati a giocare insieme atleti con e senza disabilità intellettive, definiti Atleti Partner. Fantastico è vedere come si costruiscono sul campo, legami ed amicizie che poi diventano supporto per la vita. Informazioni su www.specialolympicsitalia.org.


SPORT E DISABILITA’: COME SIAMO MESSI IN ITALIA?

Negli ultimi 5 anni ho registrato un'aumentata attenzione nei confronti di questi due macrosistemi. Un interesse certamente mediatico ma anche legislativo; In generale non solo le iniziative di Special Olympics sono state al centro di conferenze, convegni ed attenzione mediatica, ma molte delle associazioni che propongono attività sportive per persone con disabilità fisica, psichica, relazionale affettiva e/o intellettiva, hanno goduto di un aumentato di interesse nei propri confronti da parte di TV e carta stampata. La realtà ci dice però che molto ancora c'è da fare, se pensiamo che solo in Italia le persone con sindrome di Down sono 48.000 e circa l'1% della popolazione (500.000) sono le persone che vivono una condizione di autismo. Le stime del CENSIS per il 2020, indicano un'ascesa del numero dei casi di disabilità intellettive a 4.8 milioni di cittadini, ciò dovrebbe spingere noi tutti, le parti sociali e le istituzioni ad avviare, migliorare e sostenere tutti quei percorsi virtuosi e quelle esperienze positive che possono rendere meno dura la vita di tante famiglie.

QUALI SONO I TUOI PROGETTI PER IL FUTURO?

Dal punto di vista lavorativo, in questa stagione, vivremo due grandi appuntamenti: dal 13 al 18 gennaio i Giochi Nazionali Invernali a Bardonecchia e subito dopo, dal 14 al 21 marzo, i Giochi Mondiali Special Olympics di Abu Dhabi. Il primo concreto obiettivo sarà garantire, a tutti gli atleti convocati nella Delegazione Azzurra, di volare ad Abu Dhabi e vivere il proprio sogno; per far questo abbiamo attivato una campagna di raccolta fondi “IoAdottoUnCampione” con cui ognuno, organizzato in gruppi o singolarmente, potrà “scendere in campo” concretamente, per adottare un atleta della Delegazione Azzurra (www.ioadottouncampione.it). Per quanto concerne i miei progetti, mi piacerebbe rimanere a prestare opera in questo ambito, contribuendo a far fare sport al maggior numero di persone con disabilità intellettive possibile, sia che abitino in un piccolo paesino che in una grande città, con lo stesso entusiasmo e la stessa determinazione. Il mio obiettivo sarà quello di coinvolgere tante nuove generazioni di ragazzi, studenti, uomini e donne, come volontari e stimolare tutte le persone a “vivere” concretamente l'inclusione ed il rispetto ogni giorno, non come qualcosa di carino, ma come qualcosa di essenziale per il progresso della nostra civiltà, debellando una volta per tutte, bullismo ed emarginazione. Per fare questo dobbiamo essere tanti ed uniti ...

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